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La storia non fa che ripetersi, anche in paradiso

Un’introduzione necessaria 

Sono a casa da qualche giorno con l’influenza, e l’ho presa come un’opportunità per esplorare il mio lato creativo. Avevo progetti in sospeso, come finire il quadro, un ritratto di famiglia commissionato da qualcuno che crede nelle mie capacità artistiche. Ho deciso di dedicarmi anche alla lettura, sfogliando almeno cinque libri di autori diversi, da Naomi Klein a Roberto Emanuelli. Ma c’è qualcosa di diverso in questi giorni: l’influenza ha il suo lato debilitante, molto distante dall’ozio creativo di cui tanto sentiamo parlare.

Leggere pagine su pagine diventa una sfida quando la febbre fa rileggere una stessa pagina più volte. È come se la mente, solitamente affamata di conoscenza, venisse temporaneamente offuscata da un velo di nebbia. Che fare per passare un po’ di tempo in maniera creativa e costruttiva comunque? Tenendo conto dell’energia esigua. Guardiamoci un film!

Sette anni in Tibet

Ho rivisto quindi “Sette Anni in Tibet,” un film che racconta la straordinaria storia di Heinrich Harrer, uno scalatore austriaco che si imbarca in un’impresa epica durante la Seconda Guerra Mondiale: la scalata dell’Himalaya. Dopo innumerevoli avventure, si ritrova in Tibet, dove la sua vera conquista non è solo la vetta di una montagna ma l’umiltà e la maturità personale, diventando amico del Dalai Lama.

Questo film, una storia di avventure e crescita personale, mi ha colpito profondamente. Un episodio in particolare. Mentre i tre generali cinesi si dirigono in Tibet, “offrendo” il loro patrocinio politico, l’amico di Heinrich pronuncia con rassegnazione le parole: “La storia non fa che ripetersi, anche qui in paradiso.” È una constatazione che risuona, e aggiungerei che si verifica in vari ambiti.

La storia di Harrer è un riflesso della nostra stessa ricerca di conquiste, non solo fisiche ma anche interiori. Come lui, affrontiamo le nostre montagne personali e cerchiamo di raggiungere vette di comprensione e saggezza. Eppure, anche quando sembra di essere in paradiso, la storia, con la sua ciclica natura, ci insegna che le sfide e le lezioni si ripetono.

Non so da quale angolo della mia mente sia emersa l’idea di riguardare questo film oggi, ma non rimpiango la decisione. Ancora una volta, mi ha lasciato qualcosa, una riflessione sulla continuità delle sfide umane, siano esse sulle vette dell’Himalaya o nei meandri della nostra crescita personale. La storia continua a ripetersi, ma è nelle nostre mani trarre insegnamenti da ogni ripetizione e crescere, ovunque siamo.

Macropuntinismo e oltre