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Castle Candlelight: una serata inaspettata tra musica e candele

Ecco oggi un’altra giornata perfetta. Finita con un concerto a cui non ci volevo neanche andare. Preso i biglietti un mese fa, non sono rimborsabili per cui mi costrinsi ad andarci. Inizialmente un po’ rabbiosa, ma poi… quando mi si è aperta la visuale sul giardino e sullo sfondo la Villa Arvedi illuminata, ci restai di stucco. Letteralmente a bocca aperta.

Note sublimi in un castello illuminato a candela

Parcheggiai ed entrai. Che dire di quei dipinti, mobili, ma soprattutto del centrale pianoforte a coda pieno di candele. Così come le quattro cassapanche laterali. Non temete, candele palesemente a led. Niente spargimenti di cera. Mi guardai intorno in modalità Alice nel Paese delle Meraviglie. Prima di iniziare il concerto, l’ultimo accorgimento: si spegne il lampadario centrale e rimaniamo veramente a lume di candela. Pavel De Palma, il pianista, si esibisce in tre brani dei film musicati da Morricone, poi passa per “La Bella e la Bestia”, “Psycho”, “Frankenstein Junior”, ecc., per poi finire la scaletta con due tanghi tratti dai film “Profumo di Donna” e “Lezioni di Piano”. Questi ultimi brani mi hanno fatto sorridere, sarà perché mi sono iscritta al corso di tango per l’insegna che vedevo andando al lavoro, e questo l’ho interpretato come un segnale. Mi sentivo strana, nel senso positivo.

Le musiche scelte sono tutte di film ritenuti capolavori, un’atmosfera unica e un’esecuzione al piano esemplare. Mi chiedo perché non ho voluto insistere anche con le lezioni di piano; tra gli strumenti a corda è quello che mi è più caro e mi ricorda la mia infanzia e gli insegnamenti di mia madre. Peccato non aver sfruttato quella opportunità. Che viaggio però… lo finii con quello in macchina e spegnendo il navigatore alle 00:00, degna fine di una giornata perfetta. Castle Light si è rivelato un’esperienza magica che ha riempito la mia anima di emozioni, rendendo una serata che sembrava iniziasse male un’occasione indimenticabile.

Macropuntinismo e oltre