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Lezioni di scrittura: un esercizio di stile?

Eccoci qui, pronti per un’avventura attraverso le lezioni di scrittura di scena! È sorprendente come cinque ore possano passare in un batter d’occhio, soprattutto quando siamo immersi nella magia della creatività. Oggi, il nostro maestro ci ha incantati con la sua maestria nell’arte della scrittura di scene, rendendola così accessibile che sembra un gioco da ragazzi. Tuttavia, anche se sembra facile, ci troviamo ancora qui a lottare con una scena, cercando di farla funzionare dopo ore di lavoro.

L’esercizio per casa sembrava semplice: riscrivere la scena iniziale del film “City Lights” inserendo i dialoghi dei personaggi. Ma oh, che sfida! Dove collocare i nostri personaggi moderni senza farli sembrare fuori posto? È un dilemma che ci lascia perplessi, come se fossimo bloccati in un’enigmatica scena shakespeariana.

“Facile?” potreste chiedervi. “Come no!” rispondo con un sorriso. Ma c’è una ragione dietro ogni sfida che affrontiamo, e questa lezione non fa eccezione. Forse, nel mezzo del caos e della confusione, troveremo la chiave per sbloccare il nostro potenziale creativo nascosto.

Quindi, mentre ci prepariamo a intraprendere questo viaggio attraverso le parole e le scene, teniamo strette le nostre speranze e lasciamoci guidare dall’ispirazione. Anche se il tempo sembra scorrere più velocemente di quanto vorremmo, siamo noi i padroni della nostra creatività, pronti a dirigere il corso verso nuove avventure e scoperte. Forse troveremo quella magia speciale che rende la scrittura così irresistibilmente affascinante.

Ma, alla fine della giornata, la domanda rimane: lezioni di scrittura, un esercizio di stile? La risposta, semplice eppure complessa, potrebbe essere racchiusa in queste parole: fosse tutto qui….

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Art Essere artista Miscellaneous

Claudio Cavalieri, il maestro e un caro amico

Ieri sera è stata inaugurata una mostra straordinaria a Trento, dal titolo “Percorsi d’arte in tre generazioni”, curata dall’artista Claudio Cavalieri. Questa mattina, ho avuto il privilegio di visitarla, e devo dire che aspettavo con ansia questo momento. Perché? Perché Claudio Cavalieri è molto più di un artista eccezionale; è un maestro e un caro amico.

Un legame speciale

Ci tenevo. In un posto a me caro. Il Centro Color di Trento. Hanno anche un mio quadro 40×40 fatto tanto anni fa. Posso tranquillamente dire che hanno accompagnato la mia crescita artistica fornendomi materiali e rispondendo alle mie più spiccate curiosità. Un po’ bizzarre direi ma sono quelle che soddisfacevano la mia necessità di sperimentare. Comunque non potevo perdermi questa mostra. 

Claudio Cavalieri è molto più di un mentore; è una figura che ha adottato la mia arte tanti anni fa. Ha riconosciuto qualcosa in me, un’energia creativa pronta a esplodere, e non smetterò mai di ringraziarlo per questo. Ha tenuto la mia mano in numerose mostre, spesso svolgendo il ruolo di curatore. La sua passione per l’arte è palpabile in ogni gesto e nelle parole che dedica a ciascuna opera. È un appassionato d’arte che ha trasmesso questa passione anche a diverse generazioni di artisti.

L’arte, la montagna e i valori famigliari

Ma Claudio Cavalieri è molto di più. La sua passione per l’arte si riflette anche nella sua vita quotidiana. Osservando le sue opere, è evidente il suo amore e rispetto per la montagna e per i valori famigliari. Questa mostra è un riflesso di tutto ciò che è caro a Claudio, un’opportunità unica per immergersi nel suo mondo artistico e personale.

Se non avete ancora visitato la mostra, non preoccupatevi. Sarà aperta fino al 25 novembre, offrendovi ampio tempo per scoprire e conoscere un artista davvero speciale. Grazie, Claudio, per la tua dedizione all’arte e per l’ispirazione che hai condiviso con me e con tante altre persone. La tua mostra è un regalo per gli occhi e per l’anima.

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Art Essere artista Miscellaneous

Sintonia nell’Arte: incontri che cambiano destini

Oggi voglio condividere con voi un’esperienza che ha giocato un ruolo fondamentale nel mio percorso artistico e personale recente. La mostra “Fragile” al Forte di Nago, tenuta qualche anno fa, è stata un momento importante nella mia carriera. Tuttavia, l’aspetto che voglio esplorare oggi è il ruolo dei feedback e delle critiche nel mondo dell’arte.

Un incontro inaspettato 

Durante quell’evento, ho avuto l’opportunità di conoscere una figura che avrebbe avuto un impatto significativo sulla mia crescita artistica degli ultimi anni: l’esperta d’arte e critica Paola Cassinelli. In un breve incontro, è emersa una sintonia che ha segnato l’inizio di una preziosa connessione. È stata lei a lasciarmi il suo contatto, che ho prontamente sfruttato inviandole il mio portfolio.

La risposta di Paola è stata un prezioso regalo, anche se all’epoca non l’ho completamente compreso. Le sue parole costruttive hanno messo in luce aspetti del mio lavoro che non avevo considerato appieno. Leggendo la sua critica, ho sentito inizialmente il bisogno di mettermi sulla difensiva, temendo che le sue osservazioni potessero minare il mio sogno di essere un’artista. Questo sogno, in realtà, è solo mio, o almeno così credevo all’epoca.

Feedback: Un regalo avvolto in critiche costruttive

Tra le parole di Paola, c’è stato un passaggio che ha toccato la mia sensibilità: “La sua fame di conoscenza, di ricerca di linguaggi diversi, la curiosità verso il mondo sono tangibili in ogni suo segno, materico, macro puntinato, o spatolato, ma purtroppo avverto un po’ troppa fretta nel giungere alla conclusione, quasi a un certo punto il suo lavoro non la interessasse più e fosse già pronta ad intraprendere un nuovo percorso perché quello precedente lo ritiene già sufficientemente indagato.”

Mai avrei immaginato parole così azzeccate. Come spesso accade, quando mi sento ispirata, le idee sgorgano ininterrottamente e il mio entusiasmo mi spinge a esplorare nuove strade. La critica di Paola mi ha aperto gli occhi sulla mia stessa propensione a passare rapidamente da un’idea all’altra, rischiando di non approfondire completamente nessuna di esse. 

La sua analisi, che presto condividerò integralmente, è stata un regalo che ho accolto con gratitudine. Sono certa che la sua influenza sarà visibile nei miei prossimi lavori, in cui cercherò di bilanciare la mia naturale sete di novità con un approfondimento più consapevole.

È importante sottolineare quanto sia cruciale ricevere feedback e critiche nel mondo dell’arte e in generale. A volte, questi commenti possono farci sorridere, come quando la mia cara amica scherzava sulla possibilità di “cento euro per un’opinione onesta sull’arte”. In chiusura, mi ritrovo a sorridere pensando a quanto sia stato azzeccato il detto “due piccioni con una fava”. La mia amica potrebbe aver avuto ragione nel sottolineare l’importanza dei feedback sinceri e onesti. 

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Art Macropuntinismo Miscellaneous

L’Arte della Creatività: Esplorare il Lato Oscuro del Processo Creativo

Nell’universo caleidoscopico della creatività, emergono riflessioni sorprendenti che spingono i confini della nostra comprensione. L’idea avvincente che la creatività attinga alle capacità negative trova eco nel libro “Usa il Tuo Nemico” di Adam Kahane. Mentre le pagine di Kahane mi hanno introdotto a questa audace prospettiva, ho intrapreso un viaggio personale nell’analisi del significato e nell’applicazione di questa teoria nel contesto dell’arte e dell’innovazione.

La creatività è spesso considerata una danza elegante di ispirazione e intuizione, guidata da piani chiari e una mappa precisa. Tuttavia, attraverso il filtro di “capacità negative”, si apre una finestra su un paesaggio più intricato. L’idea che l’azione possa precedere la chiarezza pone la creatività in una luce sorprendente. Non si tratta solo di seguire un percorso tracciato, ma di intraprendere un viaggio coraggioso senza sapere esattamente dove ci porterà. Come un esploratore che getta via la mappa, la creatività ci spinge ad abbracciare l’ignoto e a confidare nell’atto stesso di creare.

Fallimenti come alleati: Sperimentare per Evolversi

L’arte e l’innovazione trovano terreno fertile nella sperimentazione audace. Nel mio personale percorso creativo, ho scoperto che gli ostacoli e gli errori non sono necessariamente avversari, ma compagni di viaggio indispensabili. Questi “fallimenti” sono diventati i mattoni con cui ho costruito le fondamenta delle mie opere. I momenti in cui ho osato spingermi al di là dei confini noti sono stati quelli in cui ho raggiunto le vette più alte della creatività. Ed è qui che la teoria delle “capacità negative” si fonde con la mia interpretazione personale: la creatività prospera nell’incertezza, nella sfida e nell’approccio senza paura alle sfide.

La disciplina intrinseca alla scoperta creativa si manifesta attraverso un ciclo di tentativi, analisi e adattamenti. Questa disciplina non è un confine stretto, ma piuttosto un fiume in cui navigare con abilità. La teoria delle “capacità negative” mi ha spinto ad abbracciare questo processo con un nuovo sguardo, come un viandante curioso che trova gioia nella strada e nella meta. L’atto di provare qualcosa di nuovo, ritirarsi per riflettere, apportare modifiche e ripetere il ciclo è diventato un rituale di auto scoperta e affinamento.

In conclusione, l’idea di “capacità negative” nell’ambito della creatività ha scavato profondamente nelle fondamenta delle mie convinzioni artistiche. Il libro di Adam Kahane ha accennato a questa prospettiva stimolante, ma è stato il mio personale viaggio nella creatività che l’ha resa vibrante di significato. Nell’arte e nell’innovazione, ho imparato che abbracciare l’incertezza e abbandonarsi al processo può condurre a risultati sorprendenti. Sperimentare, fallire e imparare diventano le pietre miliari lungo il cammino. Rafforzano il concetto che la creatività è un viaggio che abbraccia le insicurezze e trasforma i fallimenti in trampolini di lancio verso l’ignoto.

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Art Miscellaneous Viaggio

If not now, when? If not us, who?

A forza di “ogni lasciata è persa”, “già che ci sono…” e l’immancabile gioco dei salti in mente, direi di aver decisamente esagerato….forse.

Chiedendo a Google sono certa che avrei il resoconto piuttosto dettagliato delle ore dedicate al viaggio sul treno, macchina, metropolitana, ecc., dei km e posti visitati solo nell’ultimo mese ma non è questo il punto.

La vita è fatta di incontri e noi siamo le nostre scelte. Ho avuto la straordinaria fortuna di incontrare molti nuovi amici e ritrovare i vecchi in quest’ultimo periodo di cambiamenti, che ho scelto di seguire e affrontare.  Uscire dalla famosa “comfort zone” è stato un passaggio piuttosto sofferto per me, come per ognuno di noi. Darsi il calcio d’inizio non è facile ma d’altronde è proprio così che inizia ogni partita. E se non adesso, quando?

Life is now!

Aggiungerei anche che la vita è cambiamento e va seguito. Un po’ in modalità “chi ha spostato il mio formaggio?”, libro illustrato di Spencer Johnson, che tratta il tema in tutte le sue sfaccettature.

E’ bello lasciarsi sorprendere nonostante sia convinta che nulla succeda per caso. Perché, non è un caso che una delle mie “sorelle” abbia deciso all’ultimo di seguirmi a Torino. Non solo per l’inaugurazione della mostra collettiva “The art of imagination”, in cui ho esposto tre delle mie opere. E non è un caso che siano stati due giorni di intense e “faticosissime” risate, incontri artistici unici, visite guidate inaspettate e culto del bello un po’ bizzarro…sì, l’associazione è giusta credetemi.  D’altronde, se non noi, chi? 

Grazie vita!

Macropuntinismo e oltre