È la femminilità assoluta, tutti abbiamo qualcosa di androgino, qualcosa del maschio e della femmina, ma lei si è strappata via anche l’ultima traccia dell’elemento maschile e si è costruita quelle curve splendide, è tutta donna, è adorabile.
Isabel Allende, Eva Luna, 1987

Questa citazione unita al motto “Less is more” di Mies Van der Rohe mi portarono ad approcciare la pittura con occhi nuovi. Dopo anni di ricerche ed esperimenti vari, alcuni dei quali mi provocarono letteralmente dei grandissimi mal di testa, approdai alla linea. All’essenziale, al togliere tutto il superfluo. Dopo le aggiunte dell’olio spatolato approdai allo spago. La linea che si modella a immagine e somiglianza del pensiero cogente e si impregna del colore dell’energia che il pensiero emana. Colori caldi, il giallo, il più vicino al colore della luce a detta di Goethe, il rosso, il colore passionale per antonomasia, e freddi che convivono in armonia completandosi. Predominanza del verde perché perseveranza e conoscenza, associato alla natura, che rigenera. Tutto ciò a rappresentare la femminilità su una tela 70×120.

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